Nomi delle pizze: ecco come sono nati

Nomi delle pizze: ecco come sono nati

Se ci atteniamo fedelmente all'antica cultura culinaria italiana, tra i prodotti da forno, la pizza margherita e la pizza marinara rappresentano le due varietà tipiche della famosissima pizza napoletana.

Queste due varietà hanno origini che si perdono nella notte dei tempi. Rispettivamente la prima un'origine nobile e la seconda più legata al mondo popolare. La storia dell'intramontabile pizza Margherita affonda le sue radici alla fine dell’Ottocento ed è legata fino nel profondo alla città di Napoli e alla sua cultura. Raffaele Esposito, pizzaiolo della pizzeria Brandani, la chiamò così in onore della regina Margherita di Savoia che visitava spesso e volentieri la città. Invece, la pizza marinara deve il suo nome ai marinai che erano soliti condire le proprie pizze con uno strato di pomodoro, origano, aglio e olio, ingredienti facilmente reperibili su una nave e facilmente trasportabili durante le traversate in mare.

Il gusto, però, è andato oltre la storia e ha portato i pizzaioli a sperimentare e creare ricette sempre più elaborate e gustose per stuzzicare i palati più curiosi ed esigenti. Si è arrivati così alle versioni gourmet, vere e proprie creazioni d’autore, che coniugano le antiche ricette della pizza con l’evoluzione e la ricercatezza della gastronomia, sia nella scelta degli ingredienti che per l’attenzione rivolta processo di lievitazione.

Nomi delle pizze classiche

Nei menù di una pizzeria, le prime righe sono occupate da varietà tipiche e intramontabili di pizze. Fra i nomi delle pizze, prima fra tutte la pizza quattro stagioni che viene condita suddividendo la base in quattro spicchi, uno per ogni ingrediente rappresentativo di ogni stagione: i funghi per l’autunno, il prosciutto cotto e le olive nere per l’inverno, i carciofi per la primavera, pomodoro e basilico per l’estate. Questi stessi ingredienti li ritroviamo mescolati nella pizza capricciosa, che prende il nome dalla pizzeria romana in cui fu creata nella prima metà del Novecento.

Abbiamo poi delle pizze che esplicitano nel nome gli ingredienti che contengono, e sono fra le più amate dai fedelissimi della pizza. Per esempio, la pizza quattro formaggi, pizza bianca per eccellenza, che solitamente viene condita un tripudio di formaggi vari come mozzarella, fontina, parmigiano e gorgonzola per un effetto super filante. Oppure la pizza prosciutto e funghi, che non ha bisogno di ulteriori descrizioni. O, ancora, la pizza ai frutti di mare sulla quale non possono mancare tutte le golosità del mare come gamberetti, tonno, cozze e calamari.

Vi sono poi degli ingredienti diventati ormai canonici, come la pancetta, lo stracchino, le patate e la ricotta, che danno vita a pizze il cui nome deriverà dalla fantasia del pizzaiolo.

Per gli amanti delle verdure come melanzane, zucchine grigliate e peperoni rappresentano il condimento principale della pizza vegetariana (o ortolana), talvolta arricchita anche con funghi, spinaci o, per i palati più audaci, asparagi.

Nomi delle pizze particolari

Quando si comincia a parlare di pizza la discussione può andare avanti per ore e ore. Ognuno avrà un nome differente per lo stesso insieme di condimenti. Tuttavia, ce ne sono alcuni più diffusi di altri che, sebbene più particolari, vanno acquisendo un certo unanime riconoscimento.

È il caso della pizza americana con würstel e patatine, che rimanda all’idea di fast food, nata proprio negli USA, oppure l’omaggio alla cucina del centro America della pizza messicana con rondelle cipolla, salsa piccante e addirittura fagioli rossi.

Il sapore delicato e i colori vivaci del prosciutto crudo di Parma, del pomodoro ciliegino, delle scaglie di grana e della rucola ricordano quelli della primavera ed ecco che danno vita all’omonima pizza.

Mentre gli champignon e la salsiccia conferiscono quella rusticità che ricorda gli ambienti di montagna, tanto che spesso questa pizza compare nei menù col nome di pizza boscaiola.

Nomi delle pizze straniere

La pizza, si sa, ha una patria ben precisa ed è l’Italia, ma è diventato un piatto così diffuso e consumato nel resto del mondo da poter essere considerato universale. È molto probabile che trovandovi all’estero ed entrando in un ristorante straniero vi imbattiate in un menù che riporta i nomi delle pizze italiane più famose.

Fate attenzione però a una “falsa amica”: quella che in Italia chiamiamo pizza diavola per via della piccantezza dovuta appunto al salame piccante e al peperoncino, nei paesi anglosassoni viene chiamata “pepperoni pizza”, quanto di più lontano da una pizza con peperoni.

Una creazione che arriva direttamente dal Canada e che mescola dolce e salato è la pizza hawaiana, più conosciuta come pizza con l’ananas, a cui si aggiunge anche il prosciutto cotto, anche se quest’ultimo ingrediente risulterà di certo meno d’impatto rispetto alla frutta.

Un’altra varietà di pizza particolare ma molto golosa è la pizza Bismarck, ispirata al cancelliere tedesco Otto von Bismarck. Sebbene la presenza delle uova su una pizza non stupisca, di solito si tratta di uova sode. In questo caso l’uovo va aggiunto a metà cottura spaccandolo al centro della base della pizza, oppure si può versare sulla pizza immediatamente dopo averla sfornata, quando è ancora rovente.

Una via di mezzo tra la margherita e la marinara è la pizza cosacca, il suo nome rimanda alla lontana Russia ma la sua origine è autenticamente napoletana. Si tratta di una pizza rossa resa molto saporita dall’aggiunta di parmigiano e pecorino, inventata in occasione della visita dello zar Nicola I nella città di Napoli.

Le varietà regionali

Un omaggio ai prodotti del territorio sono le pizze regionali condite appunto cogli ingredienti tipici di ciascuna zona. Anche in questo caso ce n’è per tutti i gusti. Si va dalla piccantezza della ‘nduja unita cipolle rosse di Tropea nella pizza calabrese al sapore salato di capperi e acciughe nella pizza siciliana.

Risalendo lo stivale troviamo la varietà pugliese con cipolle e olive nere e quella caprese con pomodoro fresco, mozzarella e basilico molto consumata in Campania.

Piccola curiosità: la pizza con mozzarella, pomodoro e acciughe a Napoli viene chiamata romana, mentre nel resto d’Italia non è raro trovarla col nome di pizza Napoli o napoletana.

Continuando verso il nord incontriamo la pizza valdostana condita soltanto con semplicissimi ingredienti come prosciutto cotto e fontina, qualche volta accompagnati da golosi mirtilli, che le conferiscono un sapore squisito e inconfondibile.

La pizza tirolese rappresenta una sorta di varietà di confine di cui esistono diverse versioni, ma il cui ingrediente immancabile è, senza troppe sorprese, lo speck.