Come coprire l'impasto della pizza

Come coprire l'impasto della pizza

Avete voglia di un’ottima Copertura? Niente paura! Il procedimento per ottenere questa ricetta è uguale a quello per realizzare qualsiasi pasta per pizza.

Dovete innanzitutto provvedere alla preparazione dell’impasto, unendo in una ciotola gli ingredienti base, ovvero acqua tiepida, farina, lievito di birra (o lievito madre) e sale, per poi, una volta infarinato un piano da lavoro (in alternativa potete disporre un leggero strato di semola), impastare energicamente fino a quando non avete ottenuto un risultato liscio e omogeneo.

Nella prima fase, anziché la forza delle mani potete sfruttare quella di una planetaria. Coprite quindi il panetto e lasciatelo lievitare e riposare, fino a quando il suo volume non è almeno raddoppiato, dopodiché stendete il composto in una teglia, disponete sulla superficie della vostra pizza il condimento precedentemente preparato, e infornate in forno già caldo alla massima temperatura disponibile (solitamente 250 gradi). Quando vedete che la mozzarella è ben sciolta, significa che la pizza è pronta!

C’è però un passaggio che merita attenzione, perché molto importante per la buona riuscita della pizza: quello della copertura dell’impasto.

In questo articolo vedremo perché è importante e come coprire l'impasto della pizza nel migliore dei modi e quali errori non dovete commettere nella preparazione. Seguendo i nostri trucchi e consigli, sarete sicuri di sfornare una perfetta.

Con cosa coprire l’impasto della pizza

Innanzitutto: come coprire l'impasto della pizza dopo la lavorazione e con cosa si copre? Va bene tutto o ci sono delle preferenze? Tendenzialmente l’impasto della pizza, durante la lievitazione, si copre con della pellicola trasparente, venduta in rotoli e la si può reperire in tutti i supermercati, o un panno da cucina e per comodità è sempre meglio inserirlo in un recipiente di qualunque materiale ne abbiate a disposizione in casa.

Attenzione sempre alla temperatura e alle correnti d'aria. In inverno, quando le temperature sono basse, si può tenere l'impasto per tutto il tempo a temperatura ambiente (ma comunque è sempre consigliabile monitorare con una certa costanza), mentre in estate è preferibile tenerlo al fresco in frigo per qualche ora in quanto le alte temperature potrebbero far seccare troppo rapidamente la base della vostra pizza.

La pellicola trasparente isola meglio l'impasto, e dato che una buona lievitazione e fermentazione del composto avviene in un ambiente privo di ossigeno, è probabilmente la soluzione migliore per coprire l' impasto base per la vostra pizza al tonno preferita.

Questo non significa che la pasta non possa essere coperta con un canovaccio: che sia ben pulito, di lino o cotone e fate sì che sia leggermente umido in modo da mantenere la buona idratazione dell'impasto.

C’è anche una terza opzione, quella scelta dai pizzaioli, ovvero utilizzare un contenitore professionale con coperchio ermetico. La chiusura ermetica del contenitore permette all'impasto di creare intorno a sé un ambiente favorevole, dove temperatura ed umidità sono costanti. Questi contenitori, essendo professionali, non sono facilmente trovabili nei supermercati, ma in negozi specializzati e negli shop online di particolari aziende del settore non avrete alcuna difficoltà a reperirli.

Perché si copre l’impasto della pizza

Per capire il motivo per cui è importante coprire l’impasto della pizza, bisogna conoscere la lievitazione e cosa avviene all'impasto durante questo processo. L'azione lievitante viene innescata dai lieviti, funghi monocellulari che, in assenza di ossigeno e in presenza di zuccheri, innescano questo processo che permette all'anidride carbonica di formarsi. Il gas infatti rimane intrappolato nelle trame della pasta (la cosiddetta maglia glutinica) e fa sì quindi che quest’ultima diventi gonfia, molto soffice e piena di bolle, i cosiddetti alveoli.

Ma non finisce con la prima lievitazione: affinché l’impasto diventi morbido e dalla consistenza leggera, deve passare anche attraverso i giusti tempi di maturazione che avviene nel momento in cui la pasta viene lasciata "riposare" in un posto fresco o a temperatura ambiente, e soprattutto coperta.

Coprire l’impasto è quindi fondamentale perché lo isola in un ambiente impermeabile, permettendogli di fermentare, lievitare e maturare.

L’impasto va insomma coperto perché il suo riposo non va disturbato! Se lo lasciate “dormire” in pace, vi ringrazierà con una pasta per pizza al pesto piena di gusto e leggerezza!

Errori da non commettere quando si prepara la pizza

L’errore che non bisogna quindi mai commettere è lasciare l’impasto senza protezione, in un ambiente soggetto a correnti d’aria. Non solo perché comprometterebbe la buona lievitazione, ma anche perché l’aria seccherebbe troppo l’impasto facendole perdere tutta la sua elasticità. L’umidità del panetto è invece importantissima, se troppo secco si formano crosticine in superficie sgradevoli sia a livello estetico che durante la masticazione, dopo la cottura della pizza. Inoltre un impasto secco è molto più difficile da manipolare e da stendere rispetto a uno con la giusta umidità. Se vedete che il vostro impasto è troppo secco, potete provare a usare del vapore, oppure bagnatevi le mani e passate il vostro palmo sui panetti, darete loro un aiuto a restare idratati e soffici.

Un altro errore da non commettere è usare, nelle fasi iniziali, un’acqua troppo calda o troppo fredda: nel primo caso andrebbe a uccidere il lievito, nel secondo a inibirlo. Sciogliete il lievito quindi in acqua tiepida.

C’è poi il tranello della quantità di lievito, con relativi tempi di lievitazione. Spesso, per fare in fretta e realizzare un buon piatto unico per una cena improvvisata, si tende a usare dosi eccessive di lievito, quando invece ne servono pochissimi grammi. Una lievitazione troppo accelerata non permette all’impasto di maturare correttamente, portando così a una pizza più croccante e più sottile. Se potete, scegliete sempre una lunga lievitazione, con un acquisto oculato delle farine (preferibilmente di grano tenero). La lunga lievitazione infatti ha bisogno di farine forti, farine che assorbono più liquidi, trattengono più anidride carbonica e supportano le molte ore necessarie per il processo.

Nelle confezioni ormai è abitualmente indicato la forza della farina, ma nel dubbio potete mescolare anche della farina bianca debole, di tipo 00, con della farina Manitoba, ideale per le molte ore di lievitazione.

Ora che sapete come coprire l’impasto della pizza, che ne dite di accendere il forno e preparare una pizza con stracchino o una pizza con zucchine? Deliziose e accontenterete proprio tutti!