Chi ha inventato la pizza Margherita? Storia della pizza più famosa

Chi ha inventato la pizza Margherita? Storia della pizza più famosa

Quando si dice "pizza" le prime immagini che vengono in mente sono la bellissima città di Napoli e la famosa pizza Margherita. Tra tutti i tipi di pizza, infatti, la tipica pizza napoletana fa pensare subito a questa variante, la più conosciuta, non solo in Italia ma anche all'estero. Con il passare degli anni, la pizza è diventata un simbolo della cultura culinaria italiana. È un piatto amato da chiunque, grandi e piccini, tanto da essere elogiato anche in una canzone del 1953 di Dean Martin, That's amore.

Oggi la pizza viene realizzata in tantissime varianti, con gli ingredienti più disparati e, da qualche anno, è esplosa anche la nuova tendenza della pizza gourmet, una versione moderna della pizza come siamo abituati a immaginarla, servita rigorosamente a spicchi, in cui le parole d'ordine sono qualità, gusto e leggerezza.

Sebbene tutti siano amanti della pizza, forse pochi ne conoscono le origini. La pizza è un piatto molto antico: pare che addirittura qualcosa di molto simile alla pizza di oggi venisse cucinato già dagli antichi Egizi, dai Greci e dai Romani. Si trattava di una prima forma rudimentale di pizza, una sorta di pane lievitato e schiacciato. Scopriamo insieme la storia della pizza!

Chi ha inventato la pizza Margherita? Storia della pizza più famosa

Un piatto che già nell'antichità si avvicinava alla pizza era la pita greca, che somiglia molto alla nostra piadina romagnola: si tratta di un semplice disco di pasta fatto con farina, acqua e lievito naturale, per lo più utilizzato per accompagnare le salse.

Sebbene la ricetta della pizza margherita abbia numerosi antecedenti, si è soliti però farla risalire al cuoco Raffaele Esposito. Questo pizzaiolo napoletano lavorava per la pizzeria Brandi ed è a lui che si deve la creazione della pizza margherita, realizzata con un impasto a base di acqua, farina, lievito di birra e condito con basilico, pomodoro e mozzarella.

In precedenza, al di fuori di Napoli, sembra che il termine "pizza" si utilizzasse per lo più in riferimento alle torte dolci. Gli ingredienti scelti e utilizzati da Raffaele Esposito, poi, erano anche un chiaro richiamo alla bandiera italiana tricolore. Da quel momento in poi la pizza è diventata il simbolo per eccellenza del turismo gastronomico italiano, nonché patrimonio del'UNESCO, tanto che i ristoranti-pizzerie sono, sul solo territorio italiano, all'incirca 43.000.

Quando è stata inventata

Le prime attestazioni della pizza rimandano al lontano 997 d.C.: la parola pizza era utilizzata nel latino volgare nei pressi di Gaeta. Verso la fine del 1500, poi, comincia a diffondersi in Italia la mastunicola, la versione più antica della pizza napoletana. Si trattava di un piatto povero, preparato a base di strutto, formaggio grattugiato, basilico e pepe nero. In seguito, nel 1889, grazie al pizzaiolo napoletano Raffaele Esposito si ebbe la prima versione ufficiale della pizza Margherita.

Recentemente, però, è stato scoperto da un filologo italiano che si trovano testimonianze della pizza già all'interno del libro "Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti", scritto da Francesco de Bourcard e pubblicato nel 1858. Nel secondo volume, in particolare, è possibile leggere la descrizione delle pizze più comuni, dalla preparazione dell'impasto agli ingredienti per realizzare il condimento, tra cui, per l'appunto, quelli della pizza margherita: pomodoro, foglie di basilico, olio e fette di mozzarella. Secondo questi dati, dunque, la storia della pizza margherita risalente al 1889 sarebbe un falso storico.

Perché si chiama Margherita?

Nel 1889, la Regina Margherita di Savoia e suo marito Umberto I si recarono in viaggio nel Regno di Napoli, che era guidato dalla dinastia Borbone. I sovrani della Casa di Savoia, incuriositi dalla passione della popolazione locale per le focacce al pomodoro, chiesero di poterle assaggiare.

In risposta alla richiesta dei sovrani venne chiamato il cuoco Raffaele Esposito che preparò tre diverse pizze: una pizza bianca, la comune mastunicola, con strutto, formaggio e basilico, una pizza con dei pesciolini bianchi, chiamati nel dialetto locale cecenielle, e, infine, una pizza con salsa di pomodoro, mozzarella e basilico.

Pare che quest'ultima pare avesse conquistato il cuore e il palato della Regina e, in suo onore, fu dato il nome Margherita alla pizza. Furono tante le dediche alla Regina Margherita, molto amata dal popolo, tra cui ricordiamo anche i Giardini Margherita di Bologna e numerosi scritti di famosi autori, tra cui una delle Odi Barbare di Giosuè Carducci.

Secondo altre fonti, il nome della pizza Margherita sembra essere collegato anche alla disposizione a petalo di margherita delle fette di mozzarella sulla pizza.

Varianti della pizza Margherita

Le varianti della pizza margherita sono veramente numerose. Si possono combinare ingredienti diversi a seconda dei gusti e portare in tavola delle vere e proprie specialità.

Una prima piccola variante può essere quella di utilizzare la mozzarella di bufala, dal sapore più intenso rispetto alla comune mozzarella.

Se seguite invece un'alimentazione senza latticini, la pizza alla marinara è quello che fa per voi: pochi e semplici ingredienti, quali aglio, olio, origano e salsa di pomodoro, sono la garanzia della bontà di questo piatto.

Se volete gustare qualcosa di più sfizioso, via libera anche ad altri ingredienti: prosciutto, funghi, salamino piccante, olive, capperi. Scegliete ciò che preferite e date sfogo alla fantasia!

Se seguite una dieta senza glutine, potete realizzare la pasta per pizza anche utilizzando farine apposite. In questo caso, però, bisogna prestare attenzione anche alla cottura nei forni ed eventualmente cuocere prima le pizze senza glutine o cuocere separatamente in un forno diverso.

Con gli stessi ingredienti della pizza margherita, infine, potete realizzare anche il calzone: per l'impasto seguite lo stesso procedimento della pizza e, dopo la lievitazione, stendete l'impasto, farcitelo e ricopritelo con altra pasta. Infine modellatelo per dargli la tipica forma a mezzaluna. Cuocete in forno e servite come piatto unico.